19 marzo 2019

Chiffon Cake 3.0 al Caffè


CHIFFON CAKE 3.0 al CAFFÈ - DEDICATA A TUTTI I PAPÀ. Quelli bravi, quelli buoni, quelli coraggiosi che crescono i figli soli, quelli che fanno il doppio lavoro per i figli e non riescono a vederli mai, quelli che lavorano di notte o lontano, a tutti i papà che oggi sono nelle T.I.N. al fianco dei loro guerrieri, ai papà che non ci sono più e al mio papà al quale non so dire Ti Voglio Bene e LUI non lo sa dire a me. AL PAPÀ DEI MIEI FIGLI - IL MIO CONFORTO.

CHIFFON CAKE AL CAFFÈ
ingredienti

300 gr di zucchero
285 gr di farina
10 gr di maizena
5 uova
1 bustina di lievito per dolci
120 ml di olio di semi di girasoli
190 ml di caffè

Preriscaldare il forno a 160°. In una ciotola mettere insieme la farina ed il lievito setacciati, lo zucchero, la maizena, i tuorli, l’olio e il caffè. Montare i bianchi a neve ferma. Montare anche il composto precedente ed incorporare anche gli albumi mescolando sempre dal basso verso l’alto per non fare smontare l’impasto. Prendere lo stampo da chiffon cake. NON IMBURRARLO NE INFARINARLO e versare il composto. Infornare la cake per 50 minuti. Terminata la cottura rivoltare lo stampo e poggiarlo sugli appositi piedini in modo che il dolce prenda aria, si raffreddi e si stacchi dai bordi da solo. Quando la chiffon cake sarà completamente raffreddata, staccare la parte superiore dello stampo con l'ausilio di un coltellino sottile e affilato.

ON AIR
Il Conforto - Tiziano Ferro e Carmen Consoli
Share:

18 marzo 2019

Chiffon Cake 2.0

CHIFFON CAKE 2.0 La colazione buona di questo fine settimana appena passato e con quello che resta di questo LUNEDÌ appena iniziato - il mio inizia alle ore 5.25.

#recipe 
La ricetta è la stessa della precedente in variante limone.

Share:

14 marzo 2019

Chiffon Cake 1.0



Ieri è stata la volta della mia prima CHIFFON CAKE. Avevo preso lo stampo già da tempo quando in modalità CHIFFON CAKE era mia cugina, fortunatamente che questa droga passa!!!

Questo periodo della maternità È UNA TRAGEDIA - sto sempre a fare dolci -  troppo tempo per stare in cucina come piace a me e coccolare tutta la famiglia. Così che ieri mi imbatto nella ricetta - metà dose - di una CHIFFON e mi lancio a preparala.

In questo tempo, oltre a fare la mamma massaia a tempo pieno, sto riprendendo i contatti con tutte le persone meravigliose conosciute durante i nostri 70 giorni in TIN. Con alcune in realtà non ci siamo mai salutate, continuando a scriverci quotidianamente.  Con altre ci siamo salutate ma sapevamo entrambi che prestissimo ci saremmo ritrovate e questo mi ha riempito il cuore di gioia.
Virtualmente dedico questa CHIFFON a tutte loro: DONNE/DOTTORESSE/INFERMIERE (le immagino TUTTE qui, sedute intorno il tavolo di casa). Ma in particolare la dedico a lei, la mia amica Mariana: Donna e Mamma straordinaria, UN VULCANO DI FORZA E AMORE, GENUINA E AUTENTICA. Ci siamo conosciute nei primissimi giorni della nostra esperienza in TIN. Di lei mi ha sempre colpito la sua straordinaria vivacità nonostante il momento delicato che stessimo vivendo. Mi ha dato la possibilità di riavvicinarmi alla fede, Lei che ci crede così tanto!!! E di questo le sono grata. "Oggi amica la tua vita continua ancora in TIN ma sappi che tua figlia è fortunata e l'Amore unico che le stai donando presto vi riporterà tutti a casa!!!" Forza Amica Mia. 

#recipe
Per preparare una CHIFFON BASIC ci si impiega davvero pochissimo tempo - cottura esclusa per la quale ci vogliono circa 50 minuti.

CHIFFON CAKE AL CACAO
ingredienti

300 gr di zucchero
285 gr di farina
5 uova
50 gr cacao amaro
1 bustina di lievito per dolci
120 ml olio di semi di girasoli
190 ml acqua tiepida

Preriscaldare il forno a 160°. In una ciotola mettere insieme la farina ed il lievito setacciati, lo zucchero, il cacao, i tuorli, l’olio e l’acqua. Montare i bianchi a neve ferma. Montare anche il composto precedente ed incorporate anche gli albumi mescolando sempre dal basso verso l’alto per non fare smontare l’impasto. Prendere lo stampo da chiffon cake. NON IMBURRARLO NE INFARINARLO e versare il composto. Infornare la cake per 50 minuti. Terminata la cottura rivoltare lo stampo e poggiarlo sugli appositi piedini in modo che il dolce prenda aria, si raffreddi e si stacchi dai bordi da solo. Quando la chiffon cake sarà completamente raffreddata, staccare la parte superiore dello stampo con l'ausilio di un coltellino sottile e affilato.
Share:

11 marzo 2019

Brownies al Cacao.


Ad  un cubotto di BROWNIES AL CACAO dopo pranzo non si rinuncia mai. Una autentica coccola che accompagna il caffè quello caldo e buono della moka. 

#recipe
Tempo di preparazione di questo BROWNIES circa 15 minuti - esclusa cottura!!!! 
Share:

5 marzo 2019

Martedì Grasso. Le Frappe.


Martedì GRASSO. Ancora un un giorno per friggere e festeggiare il Carnevale: FRAPPE, CHIACCHIERE, CIAMBELLE, ARANCINI, CASTAGNOLE, SFOGLIATE, PIZZA FRITTE. Un trionfo di cose buone e golose!!!

#memories
Il profumo del fritto di Carnevale mi evoca tanti ricordi felici d’infanzia, quelli durante le scuole elementari. Ricordo mia madre in cucina a friggere grosse quantità di arancini e ciambelle che portavamo poi a scuola per il Martedì grasso e regalavamo ai vicini di casa e parenti: ognuno aveva la sua porzione!!! GOLOSITÀ PER TUTTI!!!

Share:

25 febbraio 2019

Back in the Kitchen. Le Pizza Fritte.



Finalmente a casa! Abbiamo ripreso la nostra quotidianità, fatta di tutte quelle buone e sane abitudini che piacciono a noi - SABATO A CASA TUTTO IL GIORNO CON IL PIGIAMA - e nelle quali coinvolgiamo Adriano ... quando ce lo permette!!! LUI COMANDA.

#backinthekitchen
Prima sana abitudine - per me - è stato RI-TORNARE in cucina, riprendermi quella quiete casalinga fatta di mani in pasta, ricette, cose buone e profumi e chiacchiere di Lorenzo. In tutto questo periodo, ho provato a volte a dedicarmi in cucina (obiettivo relax) ma ero troppo confusa e distratta per tirar fuori qualcosa di buono - UNICA ECCEZIONE PER LA CROSTATA DI CIOCCOLATA!!!

#recipe
Febbraio mese di colori e di coriandoli!!! Su ALICE In Cucina di Febbraio - siete ancora in tempo - trovate tante sfiziose ricette "fritte" per celebrare il Carnevale. A pag. 139 la ricetta delle PIZZA FRITTE che a noi/a LUI evocano i ricordi dell'infanzia. Le PIZZA FRITTE sono buone a pranzo o cena come pasto unico e ancora più buone come merenda dei bambini. 

PIZZA FRITTA
ingredienti 
500 gr di farina 0
300 ml di acqua
10 gr di sale 
10 ml di olio extravergine di oliva
 2, 5 gr di lievito di birra 

Raccogliere in una ciotola la farina, l'acqua e il lievito e iniziare ad impastare (la ricetta su ALICE consiglia l'utilizzo di un'impastatrice IO HO FATTO A MANO), aggiungere il sale e per ultimo l'olio. Impastare a mano velocemente. Una volta ottenuta la massa, lasciare riposare per circa 50 minuti. Dividere l'impasto in tante piccole masse, circa 250 gr l'una, e stenderle con il matterello. Per ogni Pizza ottenuta abbiamo fatto un buco al centro così, durante la cottura, da non gonfiarsi completamente. Friggere in olio a temperatura, avendo cura di girarle su entrambi i lati. Appena dorate togliere dall'olio.  

#lenostrefarciture
Come evocano i ricordi di LUI, Noi le PIZZA FRITTE le mangiamo con parmigiano o pecorino o zucchero ma sono sfiziose molti abbinamenti soprattutto quello con affettati vari. Lorenzo le ha mangiate con pomodoro e parmigiano. 
COME PRIMO ESPERIMENTO NON HANNO UN BELLISSIMO ASPETTO MA SONO BUONE. RICETTA DA SEGNARE!!!



ON AIR 
La Vida Es Un Carnaval - Celia Cruz
Share:

19 febbraio 2019

#terapiaintensivaneonatale



Era la mattina del 6 Novembre, prima di chiudere la porta di casa mi sono voltata. Dentro di me sapevo che al mio rientro tutto sarebbe stato diverso.

Adriano nasce il 7 Novembre del 2018 alle ore 3.05.
Nasce a 27 settimane di gravidanza e pesa 1kg180.

Di quella notte ricordo quasi tutto. Il lungo monitoraggio ad aspettare le contrazioni - quelle preparatorie - puntuali lunghe 20 secondi ogni 6 minuti. Ricordo lo sguardo di Rosaria L’OSTETRICA (farei un terzo figlio solo per farmi seguire da lei), la sua stretta di mano ad incoraggiarmi, una complicità come se fossimo amiche da sempre. Ricordo la presenza egregia e silenziosa del ginecologo, lì poggiato ad osservare ANCHE STUPITO quello che stava accadendo - ADRIANO NASCE NEL SUO SACCO DA PARTO SPONTANEO - lui che contava di portarmi avanti per altre 48 ore ma lui che come me sapeva che quella notte sarebbe nato immaginando forse un cesareo d'urgenza. Di quella notte ricordo le teste rosse della TIN chine, loro lo hanno fatto piangere per la prima volta, loro sono PUFF sparite con il mio bambino tra le braccia. E dopodiché luci spente. SIPARIO CHIUSO. IO da sola in sala parto, la voce al telefono di Francesca (mia cognata) ancora ad accompagnarmi quasi fosse stata sempre lì fisicamente vicino a me, Rosaria a dirmi di riposare un po', le prime luci dell’alba ad illuminare la stanza e l'incosapevolezza di quello che sarebbe stato il nostro futuro nei prossimi mesi.

I primi passi in TIN alla ricerca di Adriano, sono stati da sola, in camicia da notte e vestaglia, due ore dopo aver partorito. Percorrevo il lungo corridoio del reparto: "sono la mamma di Adriano - senza sapere che lì in TIN il suo nome ancora non lo conosceva nessuno - il bimbo nato questa notte, posso vederlo?" NO non potevo vederlo perché in TIN ci sono gli orari. Perché in TIN ci sono le emergenze. Perché in TIN c’è da aspettare, a volte anche un’ora, a volte un'ora e mezza, a volte fanno entrare e dopo esatti cinque minuti uscire, a volte non fanno entrare. Queste attese scandiscono i nostri successivi 70 giorni.

#TerapiaIntensivaNeonatale
70 giorni in cui ho avuto paura del mio stesso respiro. Giorni tormentati, giorni di sensi di colpa, giorni d'impotenza e di paura soffocante. Giorni di vita parallela: quella dentro la TIN come mamma di Adriano e quella fuori dalla TIN come mamma di Lorenzo. 70 giorni in cui non ho avuto alternativa. Giorni in cui la forza c’è sempre stata. Giorni in cui tutto davanti a me si muoveva ma era come se non udissi più nulla. Giorni in cui tutto è stato un incastro: sveglia la mattina, tirare il latte, accompagnare Lorenzo a scuola, rientrare, riordinare le idee, tirare il latte, respirare, pranzare, tirare il latte e andare RUN RUN RUN, aspettare e finalmente entrare: LA TIN PUO' ENTRARE. 70 giorni di convivenza a volte esasperante perché i medici, gli infermieri e gli altri genitori in TIN, sono come i parenti, non si scelgono, capitano. Giorni in cui ho imparato ancora di più A RISPETTARE e il dolore degli altri e il lavoro degli altri perché UN INFERMIERE CHE OPERA IN TIN È UN INFERMIERE CHE VA OLTRE LA PROFESSIONALITÀ, È UN INFERMIERE CHE INESORABILMENTE COMBATTE PER LA VITA NON SUA E LO FA METTENDO A DISPOSIZIONE TUTTO DI LUI: PROFESSIONALITÀ, ESPERIENZA, UMANITÀ, PASSIONE E TANTO MA TANTO AMORE. È UN INFERMIERE CHE STA VICINO A MAMMA E PAPÀ E LO FA IN SILENZIO, CON UNO SGUARDO, SPESSO CON UN SORRISO, A VOLTE PIANGENDO. È UN INFERMIERE CHE, ACCANTO AI MEDICI, SFIDA LE REGOLE DELLA NATURA E SPESSO CE LA FA MA POI C'È QUELLA VOLTA CHE NON CE LA FA E CONDANNARLO SEMBRA LA COSA PIÙ IMMEDIATA DA FARE. Giorni durante i quali non si capisce subito perché i medici si limitino a raccontare l'effettivo. In TIN non esistono previsioni, in TIN esiste quello che succede e se un medico non ha nulla da dire è un sollievo perché NO NEWS IS A GOOD NEWS. Al 18esimo giorno Adriano è stato intubato. Ha contratto un'infezione. Sono stati giorni in cui LA PAURA MI HA SOFFOCATO, giorni appesi su quella linea sottile ad aspettare, ad aspettare la risposta clinica alla somministrazione degli antibiotici ad ampio spettro, ad aspettare la PCR negativa, ad aspettare la ripresa dopo la trasfusione. AD ASPETTARE E BASTA. Al 22esimo giorno Adriano è stato estubato. Da questo momento in poi il nostro percorso è stato tutto in salita, come si dice in TIN, sempre più vicino alla porta di uscita.

Di quanto la situazione sia stata delicata ed estrema, me ne sto rendendo conto solo ora che scrivo. In quei giorni non c'era tempo per piangere, arrabbiarsi o buttarsi giù di morale. In quei giorni ci dovevo essere e basta. Nel paradosso è stata anche un'esperienza positiva. Ho conosciuto tante mamme. Donne così diverse da me, e per etnia e per modi di essere, con le quali abbiamo riso e scherzato, condiviso emozioni, momenti di sconforto ma soprattutto ogni piccolo traguardo dei piccoli guerrieri. Ricordo le mamme conosciute nei primi giorni, quelle mamme che mi hanno confortato, che mi hanno vista piangere e sostenuto, ognuna a modo suo. E poi ricordo le mamme degli ultimi giorni, quelle mamme che io ho confortato, alle quali mi sono seduta accanto ascoltando la loro storia, confortandole e rassicurandole. In quel momento si fa fatica a crederci però MAMME CHE VI TROVATE A VIVERE LA TIN, SARETE FORTI, DETERMINATE, LUCIDE. VI SENTIRETE ADDOSSO UNA GRINTA PAZZESCA. I PRIMI GIORNI SARÀ DIFFICILE TORNARE A VIVERE LA QUOTIDIANITÀ COME SE NULLA FOSSE MA LASCIATE CHE QUESTA VI ACCOMPAGNI PERCHÈ È UN ÀNCORA DI SALVEZZA. LASCIATE SPAZIO ALL'AFFETTO DI CHI VI STA VICINO MA NON SENTITEVI INOPPORTUNE SE NON AVRETE VOGLIA DI SENTIRE E VEDERE NESSUNO - SMART PHONE IN MODALITÀ AEREO E SOPRATTUTTO MANDATE A CAGARE IL SENSO DI COLPA. IL VOSTRO GUERRIERO HA BISOGNO DELLA SUA MAMMA NON DEL SENSO DI COLPA.


Il mio ringraziamento è per il reparto di Neonatologia dell' Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma.

ON AIR
November Rain - Guns N Roses
Il Conforto - Tiziano Ferro e Carmen Consoli
Il Peso della Valigia - Ligabue
No Surender - Bruce Springsteen
Born to Run - Bruce Springsteen
Thunder Road - Bruce Springsteen
Share:
Template by pipdig