Racconto pezzi della mia storia personale.

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Cocaine - Eric Clapton

Una nuova settimana è già ripartita e questa volta la mia testa lo ha fatto concludendo una lunga riflessione. Questo post inizia citando chi in questi anni, e precisamente da quando sono mamma, ha contributo alla mia crescita personale. Lei, non che abbia bisogno di una mia citazione, è la popolarissima Chiara Cecilia Santamaria ancora più conosciuta con il suo MA CHE DAVVERO. Premesso che io a Chiara non l'ho mai incontrata e lei non sa lontanamente chi io sia, ma seguendo il suo blog o meglio approfondendo alcuni dei suoi post, sembra come se chiacchierassimo da sempre e riuscendo quindi a far un grande lavoro su me stessa. Le parole di Chiara, nell'ambito di alcune tematiche, sono tanto sfrontate così tanto vere che fortunatamente mi hanno portata a prendere in mano la mia ME ad ascoltarla con più attenzione e a lasciarla vivere per come vuole vivere.

Primo, LA MATERNITA' - Quando dedici di avere un figlio, ecco sappiate che tutto quello che pensate al riguardo ne è soltanto un'infinitesima parte di quello che poi vivrete. La maternità è un'esperienza pazzesca. Tormentata. Esageratamente contrastante. Ci tengo a dire che ovviamente non per tutte è vissuta nello stesso modo ma quello che ho avuto modo di constatare che è più facile lasciare credere di vivere una maternità modello piuttosto che la realtà. Con maternità modello intendo una maternità amorevole, dove la madre è felicissima del suo nuovo ruolo, dove l'istinto materno è d'obbligo, dove l'allattamento è un'esperienza sensoriale senza precedenti, dove finalmente sono diventata mamma: prima di te como ho fatto a vivere!!! La MIA realtà è stata in contrapposizione con tutto quello che il modello prevede. La stanchezza fisica è stata tale da dissociarmi completamente durante il primo anno di vita di mio figlio. Ero uno zombie che camminava. Mi sono sentita completamente svuotata, senza emozioni, inadatta a qualsiasi ruolo, vedevo il tempo scorrere davanti con un esserino in braccio e senza godere praticamente di nulla. Pianti - Pannolini - Frigorifero vuoto - Spesa da fare - Solitudine - Notti insonni - Incompresioni - Tette doloranti - tutte quelle stupide convenzioni comportamentali imposte - ecc - ecc - ecc - ecc. Quando a un certo punto mi sono fermata e grazie al consiglio di un'amica scritto nel testo di una email, fra le mani mi è capitato "Quello che le mamme non dicono". Quelle parole mi hanno illuminata, RACCONTAVANO LE MIE EMOZIONI meglio di come io riuscissi a fare con me stessa. Ho così deciso a 6 mesi di mio figlio di smettere di allattare, decidendo che era meglio una ME felice piuttosto che il latte materno. Ho così inziato ad ascoltare le parole di tutti quelli che "meglio se fai così" e deciso poi di comportarmi come il mio zero istinto materno mi diceva di fare. Ho così iniziato a prendere coscienza di me stessa e della mamma che volevo essere semplicemente essendo me stessa, vivendo le mie stravaganze e i miei spazi e senza dunque subire quelle continue forme di sensi di colpa provenienti dall'esterno e senza sentirmi costantemente inadatta nei confronti di mio figlio. Ho così continuato e sono già trascorsi 4 anni di straordinaria fatica senza i quali oggi non sarei quella che sei, migliore. 

Secondo, LA VITA DI COPPIA - Circa un mese fa Chiara sul suo blog, ha pubblicato un verissimo post raccontando della sua vita di coppia o meglio provando a descrive il come si amano lei e il suo compagno. Fin da subito/nascita, soprattutto noi donne, siamo bombardate su come dovrà essere la nostra vita di coppia: trovare un uomo (e dico uomo non sono ammesse attrazione per lo stesso sesso), sposarlo e prodigarsi a lui e aggiungere al pacchetto coppia quel ruolo di madre: perché un uomo va accudito!!! Ecco il punto è che non esiste solo questa condizione d'amore ma ne esistono molte altre, forse anche sicuramente più appaganti. Tipo quella che prima di amare il mio uomo, preferisco amare me stessa. Che prima di impegnare il tempo libero per l'uomo, vorrei sapere di aver dedicato, quanto meno, la stessa quantità di tempo libero per me stessa. Che prima di vivere per lui o con lui, vivo prima per ME o con ME. Io e il mio compagno sono tanti anni che viviamo insieme e quello che sappiamo che ci AMIAMO a modo nostro senza vivere il non desiderio di voler stare insieme un dramma. Senza rinunciare a ritagliare i nostri spazi personali. Senza pretese l'uno nei confronti dell'altro ma provando a vivere con condivisione. Disinnescando discussioni sterili, impegnando quell'energia alla cura personale. Oggi, sono fermamente convinta, che il segreto per vivere in una relazione e magari avere anche la pretesa di farla durare nel tempo, è prima di tutto amare se stessi. Se manca questo presupposto, è difficile vivere con l'altro ma come è difficile relazionarsi in qualsiasi situazione di vita sociale. 

Terzo, IO - Due lettere, un emisfero. Se poi l'emisfero è quello femminile...azz che dolori!!! Sono circa 37 anni quasi 38 che lavoro sul mio IO emozionale e fisico. Cerco di comprenderlo, di assecondarlo, di migliorarlo, di metterlo alla prova, di farlo sentire speciale, di dargli l'importanza che merita, di tirarlo fuori da quello stato perenne di insicurezza. Negli anni ho fatto un durissimo lavoro e guardandomi allo specchio, mi sono finalmente convinta, che poi non sono così tanto male. Mi sono finalmente convinta che un po' di ciccia non è propriamente sinonimo di bruttezza ma anzi fonte di interessante femminilità. Ho finalmente preso contatto diretto con LA MIA FEMMINILITA', sentendomi meravigliosamente appagata. E quello che oggi mi fa sentire forte, è vivere questa parte di me serenamente senza sentirmi vittima di quegli scandalosi giudizi pronti a ferire senza alcuna minima pietà. Siamo donne e, come tali, femminilità e sensualità ci appartengono, saperle esprimere naturalmente sentendole proprie è il miglior dono che possiamo fare a noi stesse. Dunque donne AMIAMO noi stesse ogni giorno di più!!! SIAMO PIU' BELLE.

Giunta alla fine, credo di aver scritto il post più lungo nella storia di questo blog. Ci tengo a dire che tutte le mie parole sono, come ovvio, considerazioni basate sulla mia esperienza personale e non vogliono in alcun modo prevaricare l'esperienza di qualcun altro o quanto meno offendere le situazioni altrui. 

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