29 maggio 2011

Cheese Cake bianconero

"Grandi idee piccoli budget" così suggerisce la raccolta di 6 preziosissimi volumi delle Cucina di City. Tanti dolci golosi e sfiziosi per ogni occasione e ogni palato. 

Io c'ho riprovato con la Cheese Cake bianconero: nuova ricetta per un risultato davvero soddisfacente. 

INGREDIENTI 
500 g di biscotti frollini (alla panna)
600 g di ricotta di pecora 
150 g di zucchero 
1 limone
4 uova
80 g di cacao in polvere
100 g di burro


Sbriciolare i biscotti e amalgamarli con il burro fuso. Stendere la base di biscotti sul fondo di uno stampo meglio se a cerniera. Ricoprire il fondo con carta da forno. 
Sbattere con frusta le uova insieme allo zucchero, aggiungere la ricotta e lavorare fino ad ottenere una consistenza morbida. 
Versare metà del composto in una ciotola e amalgamare insieme il cacao. 
Unire il succo di limone nel composto bianco e versarlo sopra la base di biscotti. Pareggiare con una spatola e versare sopra il composto di cioccolato.
Cuocere in forno a 180° per 30 minuti. Servire il cheese cake freddo, decorando con panna montata e frutta candita (come suggerisce la ricetta).

Buona Domenica di Sole!!!

17 maggio 2011

L'essenziale è invisibile agli occhi...

In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo…."
"Chi sei?" domandò il piccolo principe, " sei molto carino…"
"Sono la volpe", disse la volpe.
"Vieni a giocare con me", disse la volpe, "non sono addomesticata".
"Ah! scusa ", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
"Che cosa vuol dire addomesticare?"
"Non sei di queste parti, tu", disse la volpe" che cosa cerchi?"
"Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
"Che cosa vuol dire addomesticare?"
"Gli uomini" disse la volpe" hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso!
Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?"
"No", disse il piccolo principe. " Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?"
"E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…"
"Creare dei legami?"
"Certo", disse la volpe. "Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo."
"Comincio a capire", disse il piccolo principe. "C'è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…" 
"E' possibile", disse la volpe "capita di tutto sulla terra…"
"Oh! Non è sulla terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa:
"Su un altro pianeta?"
"Sì"
"Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
"No"
"Questo mi interessa! E delle galline?"
"No"
"Non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea:
"La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita, sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…" 
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
"Per favore …..addomesticami", disse.
"Volentieri", rispose il piccolo principe, " ma non ho molto tempo, però. 
Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose".
"Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe. "gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
"Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe.
"Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe.
"In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino…." 
Il piccolo principe ritornò l'indomani.
"Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
"Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità.
Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi, scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti".
"Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe.
"Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe.
"E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io 
mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Così il piccolo principe addomesticò la volpe. 
E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "…Piangerò".
"La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…"
" E' vero", disse la volpe.
"Ma piangerai!" disse il piccolo principe. 
"E' certo", disse la volpe.
"Ma allora che ci guadagni?"
"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano".
soggiunse:
"Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo".
"Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto".
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse.
"Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. 
Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
"Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei 
che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato 
lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" E ritornò dalla volpe.
"Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
"L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
"E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
"Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…" 
"Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo.

Quanto mi piace rileggere le pagine di questa deliziosa opera, è un inno ai sentimenti genuini. Leggere "Il Piccolo Principe" da piccina mi ha fatto conoscere da vicino emozioni forti e oggi rileggerlo mi ricorda sempre dell'importanza di coltivare gli affetti.
Dedico questa pagina a tutti voi che vi fermerete a leggere, ai vostri amici e ai vostri sentimenti e un pensiero speciale a CHIARA: grazie per il tuo immenso affetto in questo periodo!!! 

MUFFINS DI CIOCCOLATO AL RUM 
ingredienti

3 uova
300 g di farina 00
100 g di zucchero
100 g di burro fuso
1 bustina di lievito
75 g di cacao
1/2 bicchiere di latte
cioccolata al RUM
un pizzico di sale
scaglie di cioccolato


per la preparazione qui

muffins al rum

6 maggio 2011

Ricetta bianco e nero: COOK' IN BOX muffins


Per molti la parola "muffin" ha il potere di evocare l'atmosfera un po' caotica che si respira nelle caffetterie americane all'ora di punta, quando questi dolcetti dal cuore morbido, avvolti nei loro vestitini di carta pieghettata, occhieggiano invitanti dalle vetrine..Originariamente però i muffin venivano preparati e consumati dai domestici dell'alta società dell'Inghilterra vittoriana. Il fornaio di famiglia li preparava per la servitù, utilizzando avanzi di pani e ritagli dell'impasto dei biscotti, cui si aggiungevano patate schiacciate. I muffin venivano poi cotti su una piastra e risultavano così leggeri e croccanti che i padroni di casa non ci misero tanto ad accorgersi della loro bontà e a richiederli sempre più spesso per accompagnare il tè del pomeriggio. I muffin finirono per essere apprezzati a tal punto che non solo fu aperto un gran numero di forni specializzati ma addirittura si potevano incontrare i cosiddetti "Muffin men", gli uomini dei muffin, che vendevano i loro dolcetti per strada. Questa figura divenne sempre più importante, tanto che entrò a far parte di folklore popolare, come testimonia una filastrocca per bambini intitolata appunto"Oh, do you know the muffin man".
Semplici da preparare, i muffin si prestano a mille interpretazioni e a essere serviti in qualsiasi momento della giornata. Cosa c'è di meglio di un muffin allo yogurt per un morbido risveglio? I muffin alla frutta, soffici e deliziosi, sono una merenda ideale; se invece avete voglia di un dessert buono e veloce a fine pasto allora i mini muffin al cioccolato fanno al caso vostro. In versione salata, sono perfetti per risolvere un aperitivo o come antipasto, serviti con gli affettati o una salsa di formaggio. 
 Nicola Pavan

Io aggiungerei che a colazione sono divini, donano alla giornata una marcia in più e prepararli la sera così la mattina da sentire quel dolce profumo provenire dalla cucina è tra i risvegli migliori.
Ogni morso è una conquista per il palato!!!

MUFFIN CON YOGURT AL CAFFE' 
INGREDIENTI
 2 uova
85 g di zucchero
1 vasetto di yogurt al caffè
1 macchinetta da due di caffè
100 ml di olio di arachidi
160 g di farina 00
1 bustina di lievito
1 bustina di vanillina
1 cucchiaino di polvere di caffè



Sbattere bene le uova con lo zucchero, aggiungere lo yogurt e amalgamare. Unire la farina e il lievito setacciati, la vanillina, il caffè, la polvere di caffè e per ultimo l'olio di arachidi. 
Imburrare gli stampini e riempire ciascuno quasi fino al bordo.
Infornare a 180° per 18 minuti. 


Scelti per la merenda di oggi: soffici e profumati!

1 maggio 2011

Torta di Carote

Ritorno di fiamma per festeggiare la giornata dedicata a tutti i lavoratori!!!

La deliziosissima torta arancione al gusto di carota e mandorle soddisfa sempre quella voglia di qualcosa di buono. 

INGREDIENTI
250 g di carote
130 g di zucchero di canna
4 uova
100 g di mandorle
50 g di nocciole
100 g di frumina (o fecola)
50 g di farina integrale
1 bustina di lievito
goccia d'arancia


Sbattere i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Tritare le carote, tritare le mandorle e le nocciole e unire tutto insieme al composto di zucchero. Aggiungere 5 gocce d' arancia, la frumina setacciata con il lievito e per ultimo la farina integrale. Montare gli albumi a neve ben ferma e unire al resto dell'impasto. Amalgamare bene e versare in uno stampo imburrato quanto basta. Infornare a 180 gradi per max 50 minuti.

Teneramente buona e ringrazio sempre la Marzia per la ricetta originale!!!