24 dicembre 2011

XSMAS

Happy Christmas,
see you in 2012!!!



18 dicembre 2011

Involtini di Radicchio.


E dopo una settimana di preparativi, emozioni e festeggiamenti, oggi il meritato riposo...la quiete dopo la festa!!! 
E così che si chiude un capitolo. Lo scorso 15 dicembre "my love" discute la sua tesi e viene proclamato Dottore in Scienze Agrarie!!! Un corso di studi infinito ma di sicuro portato avanti con tanto amore e passione forse senza le quali non ci sarebbe mai stato questo traguardo!!! 

Nel preparare le cene di questi giorni, ho ricordato di un contest che mi gustava molto al palato quello di Sale e Coccole completamente dedicato al radicchio.
Questa ricetta nasce dalla cucina di un mio amico che la propone diversamente da come successivamente  l'ho pensata io: INVOLTINI DI RADICCHIO.

INGREDIENTI tutto quanto basta per riempire gli involtini

fette di carpaccio
radicchio
formaggio tipo asiago
olio
sale
burro 
salvia


Stendere la fetta di carpaccio su di un tagliere. Distribuire sopra il radicchio tagliuzzato con la mezzaluna e qualche pezzo di formaggio (sempre quanto basta per riempire un involtino), aggiungere una goccia d'olio e un pizzico di sale. Chiudere l'involtino con uno stuzzicadenti e proseguire a preparare gli altri. 
Una volta pronti, scaldare in una padella il burro con la salvia. Appena sciolto il burro mettere gli involtini, coprire con un coperchio e lasciare cuocere. Servire il piatto caldo così da gustare il formaggio fuso. 


Con questa ricetta partecipo al contest di Sale e Coccole in scadenza il prossimo 6 gennaio.


11 dicembre 2011

Spaghetti di mare


Capitano poi quei giorni che nel frigorifero non c'è proprio nulla, che tristezza infinita!

Il frigorifero pieno è tutta un'altra storia. Aprire e vedere tutti i ripiani pieni, è una felicità immensa soprattutto per la fantasia che inizia a stuzzicare il palato con tremila sapori. 
Ma quando i ripiani non sono pieni, ecco che la fantasia fa uno sforzo disumano ad elaborare qualsiasi piatto. 
Un po' come è successo ieri: frigo quasi vuoto!!! A disposizione due ricottine, del parmigiano e una confezione di insalata di mare. 
Che mangio????
SPAGHETTI DI MARE. Decido finalmente di utilizzare questa misteriosa confezione comprata al supermercato con qualche dubbio su come mangiarla. Inizialmente doveva essere un'insalata di patate, di quelle buone condite con prezzemolo e aceto. Diventa invece il condimento di un primo piatto che ha superato tutte le aspettative che avevo durante la preparazione. 
Un soffritto veloce, il tradizionale aglio, olio e peperoncino, una ripassata nella padella con i frutti di mare, una manciata di prezzemolo a colorare e il profumo di mare era lì....nella mia cucina. 

BUONA DOMENICA A TUTTI.


5 dicembre 2011

Ciammella alla Ricotta


E ieri, un'altra domenica trascorsa in cucina tra fornelli, dolci e zucchero a velo e tra i profumi dei ricettari che pagina dopo pagina mi invogliano a preparare qualsiasi cosa. 
Solo che di domenica, la tentazione è forte e non posso che non riprendere tra le mani il mio prezioso volume dedicato al patrimonio culinario della regione Marche. 
Ferma a pagina 120, scopro la CIAMMELLA ovvero un dolce antico del territorio maceratese. Il suo impasto è morbido ed è cotto all'interno di uno stampo che lo sostiene e che possiede il buco centrale così da favorire la cottura. Un tempo questo impasto veniva cotto in uno stampo di rame in mezzo al quale si usava porre una tazza o un bicchiere rovesciati per formare appunto il suo tipico buco. 
Scorro le pagine e a pagina 124, scopro la CIAMMELLA ALLA RICOTTA: buonissima solo a vedere la foto. 

INGREDIENTI
3 uova a temperatura ambiente
20 g di burro morbido
250 g di zucchero
250 g di ricotta
250 g di farina
1 cartina
1 bustina di vanillina
stampo con il buco centrale (ovviamente)

Battere a lungo, con la frusta elettrica, le uova con lo zucchero. Aggiungere il burro a pezzetti e la ricotta e continuare ad amalgamare insieme e ancora profumare con la vanillina. Mescolare la cartina alla farina e poi setacciarle aggiungendole all'impasto sopra ottenuto. Amalgamare gli ingredienti tutti insieme e versare il composto in uno stampo da ciambella ben imburrato e infarinato.
Infornare a 180° per 40 minuti. Appena pronto sfornare e servire spolverato di zucchero a velo.

Non vi nascondo che già oggi ne è rimasta una sola fetta!!!


3 dicembre 2011

Risotto con gli odori

La ricetta di questa sugo riporta la mia mente a quando ero piccolina e mia mamma si dedicava a preparare le pennette con gli odori. Era un primo piatto dal successo indiscusso, mai una volta che fosse riuscito male così come mai una volta ne fosse avanzato un po' per un bis!!! 
Oggi, dopo un periodo abbastanza lungo, mi torna in mente quel profumo inconfondibile e inebriante di odori mischiati con il pomodoro, che mi mette voglia di prepararlo. Così che prendo qualche foglia di salvia e basilico dalle mie piante e le inizio a tritare con una mezzaluna insieme a tutti gli altri odori presenti nella mia cucina: rosmarino, prezzemolo, erba cipollina, finocchio, timo e qualche prezioso seme di anice!!! 
Preparato il trito di odori, li unisco al pomodoro che nel frattempo ho fatto cuocere con una fetta di cipolla. Il rosso del pomodoro cambia immediatamente, diventa più scuro e deciso. Il profumo invade l'olfatto. Sprovvista di pennette, decido di mettere a cuocere il riso che appena pronto lo aggiungo al pomodoro insieme ad un filo di latte (ingrediente magico). Ultima mischiata su fuoco vivace e il risotto è pronto per essere servito!!! 

Buona serata magica a voi.


27 novembre 2011

Una cartolina da...ROMA

Ieri il cielo di Roma era stupendo come anche oggi. Una piacevole passeggiata fra i vicoli della città eterna e i profumi delle trattorie tipiche del quartiere di Trastevere. Ad accompagnarmi, la mia instancabile macchina fotografica che scatto dopo scatto mi regala un'idea da realizzare rubando un piccolo angolo qui sul mio blog. 

Nasce oggi "Una cartolina da...", angolo dove raccogliere i miei scatti più belli o più brutti, più o meno emozionanti, più o meno colorati ma tutti accompagnati dalla loro storia. 


Una cartolina da...ROMA
"Il profumo si spande lungo Via della Luce, uno di quegli angoli in cui anche Trastevere ritorna il rione silenzioso e popolare che è sempre stato, risale nei vicoli, sfiora chiese antiche, sbaraglia qualsiasi resistenza e, alla fine, conquista. Bisogna seguirlo. Tanto è impossibile sbagliare indirizzo. Nei paraggi lo sanno tutti che al civico 21 c'è un biscottificio artigianale di quelli di una volta e tutti sanno che a gestirlo c'è, da sempre, la famiglia Innocenti. 
L'arrivo davanti alla vetrina fa si che anche gli occhi confermino ciò che il naso aveva già intuito da qualche metro. Un trionfo di biscottini, tozzetti e dolcetti farciti occhieggia dalla vetrata sulla strada e svela, alle sue spalle, i grandi forni che occupano la metà della grande sala in cui, oltre a infiniti vassoi carichi di dolci e salati, trova spazio la zona dedicata alla vendita. Nessuna attrezzatura iper moderna, nessuna stranezza. Qui le cose si fanno come 'na vòrta' oppure non si fanno. 
Gli arredi, i macchinari e l'atmosfera in generale rimandano agli anni Cinquanta. Una parete è dedicata a qualche ritaglio di giornale incorniciato a conferma dell'attenzione data dalla stampa italiana ed estera a questo posto. 
La signora Anna è fiera che il suo laboratorio appaia così piacevolmente demodè. Ed è altrettanto fiera che la qualità dei suoi biscotti sia ancora quella di quando qui c'erano suo padre e ancora prima suo nonno.
Guai ad entrare con l'aria annoiata  e con l'atteggiamento di chi vuole fare solo la spesa, sarebbe un oltraggio all'antica tradizione dolciaria romana di cui qui si pratica la più attenta osservanza e si verrebbe puniti con qualche commento scontroso o, peggio ancora, con l'indifferenza. Ma d'altro canto alla titolare si può perdonare ogni ruvidezza, il suo è puro spirito trasteverino, magari un po' amaro per come vanno le cose al mondo, ma sempre profondamente schietto e certo, almeno, di trovarsi nel posto migliore del peggiore dei mondi possibili. Anche per questo qui è meglio passarci senza fretta, per fare quattro chiacchiere e, nel frattempo, riempire le bustine di pizzette, pasticceria secca da tè, torte artigianali (non si battono quelle alla ricotta), freschissime lingue di gatto come non se ne trovano più! 
Si uscirà con il lieve senso di colpa di aver appena commesso un attentato alla linea (al portafoglio no, perché qui i prezzi sono convenientissimi) e leggermente storditi dalla raffica di modi di dire e parole romanesche di cui anche i romani hanno dimenticato l'uso. Ma con la certezza di aver vissuto un'esperienza indimenticabile. Quella di aver scovato l'anima di un rione dentro a un forno anni Cinquanta."

101 Cose da fare a Roma - Ilaria Beltramme

Biscottificio di Anna Innocenti, Via della Luce 21 Roma

20 novembre 2011

Grande Muffin ai Lamponi


Una ricetta dolce per una buona causa. 

Fra i blog, dell'iniziativa che vi sto per raccontare, se ne sente parlare dal tristissimo giorno in cui la regione Liguria è stata colpita da un'inondazione spaventosa.  Patrizia, originaria di quelle meravigliose terre, promuove un'iniziativa per aiutare la Cooperativa sociale Gulliver di Rocchetta Vara, uno dei paesi colpiti dall'alluvione. 

Vi riporto le parole di Patrizia

"[...] Vi ho già detto qui, e voi avete senz’altro visto in tv, quanto feroce è stata l’inondazione che ha colpito la mia Regione,  quali terribili conseguenze quel diluvio incessante ha causato a Monterosso e Vernazza, paesi conosciuti e amati in tutto il mondo, ma anche in tanti paesini meno noti dell’entroterra.

Avete visto come la furia degli elementi abbia trascinato con sé troppe vite e, nelle valli lì accanto, abbia distrutto tutto, nel suo passare furibondo e distruttore.

[...] Poi, l’altra sera al tg regionale vedo le lacrime di dolore di questa giovane donna, che racconta la tragedia che ha devastato la casa dove si trovava, e che non parla del suo terrore, della sua sofferenza, ma di quella dei bambini di cui si occupa (potete vederla qui al minuto 7,00 – scusate ma non so mettere altrimenti il video).

E così ho cercato notizie, ho fatto telefonate, ho raccolto informazioni.

La giovane donna dell’intervista è Paola, una delle responsabili (l’altra è Fiorella)  di una cooperativa sociale di Borghetto Vara, la Cooperativa Gulliver che si prende cura di anziani, disabili e bambini. Questi ultimi erano accolti in due case-famiglia, due Comunità educative in cui i ragazzini, già tanto provati dalla vita, potevano trovare calore e speranza per il loro futuro.
L’alluvione [...] ha reso pericolanti ed invivibili le strutture, ha trascinato via auto e pullmini per i trasporto di bimbi e disabili, ha spazzato via abiti, giocattoli e scorte di cibo.
Paola e Fiorella hanno messo al sicuro i bambini, di notte, prima guadando un fiume e poi con gli elicotteri, quindi sono tornate quassù per ricostruire, per dare ai bimbi una speranza.
Ho parlato, in questi giorni, con Fiorella, ho ricevuto informazioni e materiale.  Hanno bisogno d’aiuto e questo noi, tutti insieme, lo possiamo dare.
Ho pensato ad un lungo filo di solidarietà,  un filo sottile e formidabile, che passa tra i nostri blog, tra i nostri lettori, tra tutti coloro che vorranno dare il loro contributo direttamente, senza mediazioni e senza dubbi. Un filo sottile e resistente di speranza.
Mi son venute in mente le ricette per i bimbi del Santa Lucia, volute così fortemente da Caris , e le 99 colombe per l’Abruzzo: i blogger sono una forza generosa e solidale!
Ecco, allora,  il progetto:  pubblichiamo tante ricette  per i piccoli delle case famiglia."



La ricetta che pubblico oggi, sarà donata a Paola e Fiorella che potranno così creare una raccolta e il ricavato sarà devoluto a favore della Cooperativa Sociale Gulliver.
Possono aderire all'iniziativa anche coloro che non hanno un blog; in tal caso sarà sufficiente inviare la ricetta a Patrizia all'indirizzo: melagranata@gmail.com 
Inoltre, è possibile fare una donazione alla Cooperatvia, di seguito i riferimenti bancari.



GRANDE MUFFIN AI LAMPONI 

Ingredienti 
3 uova
1/2 bicchiere di latte
100 g di burro fuso
un pizzico di sale
300 g di farina 00
100 g di zucchero
1 bustina di lievito
125 g  di ricotta
100 g di lamponi


In una ciotola rompere le uova e mischiare insieme al sale, il burro fuso (raffreddato) e il latte. In un'altra terrina mischiare insieme la farina, lo zucchero e il lievito setacciato. Aggiungere l'impasto liquido a quello solido ed amalgamare insieme fino ad ottenere un composto unico e compatto. Per ultimo aggiungere la ricotta e i lamponi tagliati come più si gradisce e mischiare fino ad ottenere un impasto omogeneo. Imburrare uno stampo da plumcake e versare l'impasto aggiungendo altri lamponi sparsi sulla superficie. Infornare a 160° per 30 minuti circa. Per mantenere morbido il muffin, consiglio di conservarlo in un sacchetto di plastica chiuso. La morbidezza sarà con voi mattina dopo mattina. 





16 novembre 2011

Lumache cotte al Vino

E la sfida pasta continua!!! 

Ultimo primo piatto per il contest dedicato al pianeta pasta di Benedetto Cavalieri. 

Vi confido non essere un'amante della pasta corta, quindi aver ricevuto le lumache, tra i pacchi di pasta Benedetto Cavalieri, è stato un duro colpo per il mio palato!!! 
Ho lasciato la preparazione di questo tipo di pasta per ultima, così da prendere più tempo a trovare una ricetta che gustasse particolarmente la mia fantasia. 

Sono andata a riprendere una vecchia ricetta preparata una sera con un'amica, da me rivisitata con la pasta lunga e oggi di nuova riproposta con una variante speziata. 

Terza ricetta a partecipare: LUMACHE COTTE AL VINO.

INGREDIENTI per 4 persone (abbondanti)
500 g Lumache Benedetto Cavalieri
1 bottiglia da 1 litro di vino rosso 
450 g di funghi misti
3 salsicce tipo lucanica misto tacchino/suino 
1 noce di burro
semi di finocchio 
1 spicchio d'aglio
olio 
sale


In una pentola capiente per 500 g di pasta, versare il vino e aggiungere acqua a sufficienza per il giusto livello. Mettere a bollire e salare quanto basta. Nel frattempo in una padella mettere i funghi, precedentemente cotti con un filo d'olio e uno spicchio d'aglio, e la salsiccia tagliata a pezzi. Fare cuocere fino a quando l'acqua rilasciata dai funghi è quasi completamente assorbita e la salsiccia cotta. Appena pronta l'acqua e il vino di cottura, versare le lumache e far cuocere rispettando i 13 minuti indicati sulla confezione. Prima della fine cottura pasta, riaccendere il fuoco sotto i funghi e salsiccia e lasciare sciogliere la noce di burro e ancora aggiungere i semi di finocchio. Buttare la pasta, trattenendo l'acqua "rossa" di cottura. Ripassare la pasta in padella su fuoco vivace, avendo cura di mantecare bene così da far infilare salsiccia e funghi all'interno delle lumache. Aggiungere per ultimo un po' di acqua di cottura, ultima girata e servire nei piatti.

Buona pasta!!

13 novembre 2011

Filoni di Mosto

In altri tempi, il rito della preparazione di alcuni dolci si rinnovava, oltre che in occasione delle festività religiose, anche alla scadenza di attività legate alla stagione e prevedeva l'utilizzo di prodotti appena raccolti. Di conseguenza, nei giorni caldi, le donne di casa erano impegnate nella preparazione delle marmellate con i frutti di stagione, a partire dal mese di giugno con le visciole per passare alle albicocche e alle pesche nel pieno della stagione calda. 
Con l'inizio del periodo autunnale e i lavori più faticosi nelle campagne, farina di granturco appena macinata o mosto fresco appena fermentato, diventavano gli ingredienti principali per la preparazione dei dolci

La tipicità di uno di questi dolci è rimasta cara al mio palato che dopo averne assaporato il primo morso ne è rimasto conquistato, vi racconto la ricetta lunghissima dei FILONI DI MOSTO.

Questi dolci vengono ancora oggi preparati nel periodo della vendemmia quando si ha disposizione il mosto che viene utilizzato fresco di giornata, prima che inizia il processo di fermentazione. 
I filoni di mosto, un tempo, erano poco più che un pane, addolcito dal mosto e profumato dai semi di anice. Si utilizzava la massa del pane che veniva settimanalmente preparato in casa e poi si aggiungevano gli ingredienti che si avevano a disposizione sempre in casa. La ricetta dei giorni nostri prevede l'aggiunta delle uova che arricchiscono il gusto dei filoni dal sapore contadino. 




"Ho ancora vivo il ricordo di quando mia nonna preparava i filoni di mosto: sulla lastra grande, usata anche per il pane, venivano allineati questi rotoloni arrotondati alle estremità e divisi uno dall'altro da una piega dello sparrone che li ricopriva durante la lievitazione. Poi arrivava il momento in cui la nonna mandava noi ragazzini al forno ad avvertire che i filoni erano pronti e allora arrivava il garzone del fornaio che si portava via la lastra tenendola alta sopra la testa, a me sembrava una sorta di trofeo che mia nonna, con mille raccomandazioni, aveva affidato alle sue mani." 


Genuine tradizioni che ancora vivono con il tempo e che i giovani marchigiani custodiscono come tesori senza dimenticare le origini che le loro nonne con cura gli hanno raccontato. 

L'incontro con la terra marchigiana mi regala sapori sinceri che con affetto ho voglia di condividere. 

INGREDIENTI dosi per tre filoni piuttosto grandi
4 uova temperatura ambiente
330 ml di mostro fresco
110 ml di olio di semi di girasole
200 g di zucchero
40 g di lievito di birra
900 g di farina
semi di anice

Scaldare leggermente 250 g di mosto (tenendo da parte i restanti 80 g della dose totale), trasferirli in una ciotola e aggiungere 25 g di zucchero (prelevati dalla quantità totale) e tutto il lievito di birra. Mescolare bene e far scendere a pioggia, da un setaccio, 380 g di farina (anche questi presi dalla dose totale). Amalgamare tutti gli ingredienti, fare un panetto, inciderlo a croce sulla sommità e lasciarlo lievitare per circa un'ora coperto da uno sparrone umido  in un luogo tiepido. 
Nel frattempo , intiepidire il restante mosto e versare poco alla volta la rimanenza di zucchero così che in parte si sciolga. 
Disporre a fontana la farina rimasta. Rompere la centro 3 uova , versare il mosto con lo zucchero e versare sopra a filo l'olio. Iniziare a lavorare insieme gli ingredienti, quando cominceranno ad amalgamarsi, aggiungere l'altro panetto lievitato e tagliato a pezzetti e per ultimo i semi di anice che regalano ai filoni di mosto un sapore caratteristico. Smenare la massa con le mani a lungo e con molta forza fino a che non diventa morbida, liscia ed elastica. Una volta pronta trasferire la massa in una ciotola infarinata, inciderla a croce e lasciarla lievitare di nuovo. Quando,ancora una volta, la massa sarà ben gonfia, portarla su piano di lavoro e dividerla in tre filoni stretti e lunghi, leggermente appuntiti alle estremità. Trasferire i filoni su una lastra ben imburrata o ricoperta di carta da forno. Coprire i filoni con uno sparrone facendo entrare una piega della stoffa tra un filone e l'altro. Mettere la lastra in un luogo tiepido  e lasciare lievitare per circa due ore o perlomeno fino a quando i filoni non saranno cresciuti il doppio. 
Per ultimo spennellare i filoni con un uovo leggermente sbattuto, infornare a 170° per 35 minuti circa. Saranno pronti quando la superficie sarà imbrunita. 
Per mantenere la freschezza, richiudere i filoni in un sacchetto di plastica.

Una lavorazione indubbiamente lunga, ma il sapore di buono restituirà le energie impegnate. 

Buona domenica

8 novembre 2011

Muffin di Cioccolato e Ricotta


Svegliaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!! 

Inizia così un'altra giornata: le luci timide del mattino ad illuminare la cucina, il profumo del caffè, il tepore del latte...pochi minuti preziosi in cui il tempo sembra trascorrere lentamente e i pensieri viaggiano sereni privi dalla pesantezza della giornata. Una sana abitudine arricchita spesso dalla genuinità di un dolce fatto in casa la sera prima, del quale si sente ancora l'aroma calda uscire dal forno. 

Vedo sciogliere le gocce di cioccolato nel bianco del latte. Ogni goccia racchiude un pezzetto di storia, una storia che quella mattina ho voglia di ricordare. Un ultimo morso, un ultimo scorso, qualche briciola ancora sulla tovaglia, un bacio e....IL GRANDE MUFFIN DI CIOCCOLATO E RICOTTA domani mattina sarà ancora con me! 


INGREDIENTI
3 uova
1/2 bicchiere di latte
100 g di burro fuso
un pizzico di sale
300 g di farina 00
100 g di zucchero
1 bustina di lievito
75 g di cacao
125 g  di ricotta
mezzo bicchierino di rhum
scaglie di cioccolato

In una ciotola rompere le uova e mischiare insieme al sale, il burro fuso (raffreddato) e il latte. In un'altra terrina mischiare insieme la farina, lo zucchero, il cacao e il lievito setacciato. Aggiungere l'impasto liquido a quello solido ed amalgamare insieme fino ad ottenere un composto unico e compatto. Per ultimo aggiungere la ricotta e il mezzo bicchierino di rhum. Aggiungere un pugno di gocce di cioccolato e mischiare bene. Imburrare uno stampo da plumcake e versare l'impasto aggiungendo altre gocce di cioccolato sparse sulla superficie. Infornare a 160° per 30 minuti circa. Per mantenere morbido il muffin, consiglio di conservarlo in un sacchetto di plastica chiuso. La morbidezza sarà con voi mattina dopo mattina. 



E sono ancora in tempo per partecipare al contest di Alice, affrettatevi scade domani 9 novembre!!!


4 novembre 2011

Pennucce al Pesto Croccante

Pasta Solo Pasta!!!!
Ancora un primo piatto per il 3° Contest di Atmosfera Italiana dedicato al mondo pasta di Benedetto Cavalieri.

Sapori tipici e genuini per la seconda ricetta a partecipare: PENNUCCE AL PESTO CROCCANTE

INGREDIENTI 
per Pesto Home Made per due persone
25 g di foglie di basilico
1 spicchio d'aglio
3 cucchiai da cucina di parmigiano
1 cucchiaio da cucina di pecorino
1/4 di bicchiere di olio extravergine di oliva
1/2 cucchiaio da cucina di pinoli
sale quanto basta

200 g di Pennucce Benedetto Cavalieri
4 pomodori pachino
1 pugno di noci tritate grossolanamente
parmigiano a scaglie


Mettere a bollire l'acqua per la pasta. Nel frattempo, con l'ausilio di un mixer, tritare insieme tutti gli ingredienti per la preparazione del pesto. Scaldare in una padella un filo d'olio extravergine di oliva, aggiungere il pesto appena preparato e i pomodori pachino tagliati in quattro parti. Lasciare su fiamma debole fino a quando i pomodori non si saranno ritirati. Cotta la pasta, rispettando i 9 minuti circa delle Pennucce Benedetto Cavalieri, aggiungere al condimento di pesto e lasciare su fuoco vivace per qualche minuto unendo mezzo pugno delle noci tritate grossolanamente e qualche cucchiaio di acqua di cottura così da ottenere un pesto più morbido. Sistemare la pasta nei piatti e aggiungere le restanti noci e qualche scaglia di parmigiano come meglio si gradisce. 

Ancora Buona Pasta!!!

2 novembre 2011

Le prime luci del mattino


Ci sono mattine in cui le prime luci del mattino bastano a riempirti una giornata, e se accompagnate da sapori genuini, quelle giornate hanno un'emozione più forte.


"Ci sono momenti in cui la vita regala attimi di bellezza inattesa. Smetti di fare una cosa e ti accorgi che attorno a te tutto è perfetto, il dono di un Dio meno distratto del solito. Tutto sembra sincero. La nascita di una nuova vita, l'alba di un cambiamento, qualcosa di profondo o semplicemente  la conferma di un affetto tenuto nascosto, di un sentimento segreto, custodito in silenzio dentro di noi con pudore. O anche la fine di qualcosa, la fine di un momento, di un periodo difficile sempre più faticoso da sostenere. Quando terminano i respiri corti, lasciando spazio a uno lungo profondo che riempie e svuota il petto. In quei momenti non mi manca nulla"
Fabio Volo

30 ottobre 2011

Maritozzi

Puntuale un'altra domenica di autunno a farci compagnia. I raggi deboli del sole a svegliarci sotto un cielo terso e a ricordarci che oggi si dorme un'ora in più!!! 

Con un'ora in più che si può fare??? E' domenica....si fa un dolce!!! 

Dal mio prezioso libro di ricette della tradizione maceratese, qualche tempo fa avevo segnato una ghiotta merenda da provare a rifare: i MARITOZZI

I maritozzi, così chiamati perché durante la lievitazione tendono ad attaccarsi  l'uno all'altro tanto da sembrare "maritati" (nel maceratese), sono dolci molto comuni e di uso quotidiano. Oggi sono gustati a colazione, inzuppati nel latte e caffè e costituiscono la più tradizionale merenda dei bambini, seppure con la concessione di essere arricchiti con un'abbondante farcitura di Nutella e, perché no anche un po' di mascarpone: GHIOTTONERIA!!! 
In altri tempi, in campagna, i maritozzi costituivano il boccone dolce, alla fine dei numerosi pasti che le donne di casa preparavano per i contadini, durante i grandi lavori estivi, oppure venivano offerti dalla vergara* ai parenti più stretti che andavano in visita, in occasione di uno sposalizio in famiglia.
Oramai quasi più nessuno si cimenta nel farli in casa, vengono esclusivamente acquistati nel forno o in pasticceria, ma un tempo, venivano preparati quando in ogni famiglia, si faceva il pane, più o meno con scadenza settimanale. 
La loro ricetta originale prevede l'utilizzo della pasta di pane lievitata e poi arricchita con un po' di zucchero e di uvetta, senza l'aggiunta delle uova, tanto che i maritozzi potevano essere mangiati anche in periodi di Quaresima. Nel corso del tempo, la ricetta ha subito delle trasformazioni, dovute al fatto che il pane non veniva più fatto in casa, ma acquistato dal fornaio, di conseguenza, anche la pasta lievitata è scomparsa dalle madie e, nella ricetta dei maritozzi, così come in altre ricette tradizionali, è stata sostituita da lievito di birra. Inoltre, entrati in un'epoca di maggior benessere, sono state aggiunte le uova che danno più sapore e leggerezza all'impasto dei maritozzi.


INGREDIENTI
dose per 10-12 maritozzi

2 uova a temperatura ambiente
130 g di zucchero
100 ml di latte tiepido
100 ml di olio di semi di girasole
65 g di lievito di birra
500 g di farina 00

per la glassa
1 chiara
150 g  di zucchero

Sciogliere il lievito di birra nel latte leggermente tiepido. In una ciotola, rompere le uova e lo zucchero e battere insieme per qualche minuto. Unire il latte con il lievito sciolto, l'olio e circa i 3/4 della quantità totale della farina. La farina rimasta andrà gradatamente sparsa sulla spianatoia, dove bisognerà trasferire l'impasto per essere agevolmente smenato*, facendo in modo che non si attacchi alle mani e alla tavola. Lavorare a lungo la massa fino a che non risulterà elastica e liscia. Trasferire la massa ottenuta in una ciotola infarinata, fare un'incisione a croce sulla sommità, coprire con uno sparrone* umido e lasciare lievitare in un luogo tiepido. Trascorso il tempo necessario, riprendere la massa e lavorarla di nuovo per qualche minuto. Dividere la massa in 10-12 pezzi e preparare dei panetti a forma di maritozzo, più tozzo al centro e affusolato nelle estremità. Disporre i panetti su una placca da forno coperta di carta da forno, coprire di nuovo e lasciare lievitare per un seconda volta. Trasferire la lastra in forno preriscaldato a 180° per 25 minuti, fino a che non saranno quasi scuri. Togliere i maritozzi dal forno, spennellare con la glassa e rimettere in forno per un paio di minuti così  che la glassa si asciughi e formi un crosticina chiara. 


Nonostante l'impegno, l'entusiasmo e un'ora in più, i miei maritozzi non hanno la forma di maritozzi. E' stato difficile da accettare ma dopo il primo morso, la delusione si è trasformata immediatamente in felicità ;-)



*vergara: la moglie del capofamiglia nelle famiglie contadine delle Marche
*smenare: impastare con le mani la pasta
*sparrone: canovaccio

28 ottobre 2011

Torta Dolce di Zucca.

Vi capita mai di trascorrere svariato tempo difronte o dentro un'edicola??? A me si!!! E' uno di quei luoghi dai quali sono profondamente attratta. Tutti quei colori così accattivanti e quei titoli traditori che ti fanno avvicinare sempre di più fino a prendere possesso visivo della rivista, odorarla e si perché le riviste nuove hanno un odore così rassicurante e per finire prendere POSSESSO DEFINITIVO: consegnare la moneta al signor edicolante e via....allontanarsi rapidamente per iniziare a sfogliare la preziosa rivista!!!

Sono vittima di questi raptus abbastanza spesso durante una settimana, anche perché ci sono edicole ovunque e non restare rapiti almeno una volta è praticamente impossibile. 

L'ultima rivista "culinaria" acquistata ha un titolo irresistibile: CIOCCOLATO!!!

Inizio il mio viaggio in metropolitana. Sfoglio ogni pagina con un entusiasmo adolescenziale, delizio ogni dolce che viene presentato e annoto nella mia testa tutti gli ingredienti che mancano e quelli di cui sono già in possesso e per ultimo quale dolce preparare appena arrivata a casa.

TORTA DOLCE DI ZUCCA, scelta anomala visto il titolo della rivista ma il tempo delle streghe va rispettato!!! 

INGREDIENTI rivisitati da me
200 g di zucca 
140 g di zucchero di canna 
125 g di burro morbido
1 bicchierino di rhum
2 uova 
250 g di farina 
1 bustina di lievito 
2 cucchiai di zenzero
150 g di nocciole tritate finemente 


Lessare la zucca fino a che non è cotta del tutto, lasciare raffreddare e passarla in un mixer. Con l'aiuto di un  a frusta elettrica mischiare insieme lo zucchero di canna e il burro ben ammorbidito, aggiungere poco alla volta il rhum. Unire le uova senza mai smettere di sbattere. Per ultimo aggiungere la zucca e mescolare fino ad amalgamare bene. In un'altra terrina mischiare insieme la farina setacciata, il lievito setacciato e lo zenzero e poi unire poco alla volta all'impasto di zucca. Per finire aggiungere le nocciole tritate. Versare in uno stampo a cerniera, pareggiare la superficie e infornare a 150° per 1 ora e 20 minuti. 




La morbidezza di questa torta è sorprendente, perfetta per una merenda accompagnata da una spremuta fresca di arancia rossa. 


Con questa ricetta partecipo al contest di Farina, lievito e fantasia
scade il 26 novembre 2011