24 dicembre 2011

XSMAS

Happy Christmas,
see you in 2012!!!



Share:

11 dicembre 2011

Spaghetti di mare


Capitano poi quei giorni che nel frigorifero non c'è proprio nulla, che tristezza infinita!

Il frigorifero pieno è tutta un'altra storia. Aprire e vedere tutti i ripiani pieni, è una felicità immensa soprattutto per la fantasia che inizia a stuzzicare il palato con tremila sapori. 
Ma quando i ripiani non sono pieni, ecco che la fantasia fa uno sforzo disumano ad elaborare qualsiasi piatto. 
Un po' come è successo ieri: frigo quasi vuoto!!! A disposizione due ricottine, del parmigiano e una confezione di insalata di mare. 
Che mangio????
SPAGHETTI DI MARE. Decido finalmente di utilizzare questa misteriosa confezione comprata al supermercato con qualche dubbio su come mangiarla. Inizialmente doveva essere un'insalata di patate, di quelle buone condite con prezzemolo e aceto. Diventa invece il condimento di un primo piatto che ha superato tutte le aspettative che avevo durante la preparazione. 
Un soffritto veloce, il tradizionale aglio, olio e peperoncino, una ripassata nella padella con i frutti di mare, una manciata di prezzemolo a colorare e il profumo di mare era lì....nella mia cucina. 

BUONA DOMENICA A TUTTI.


Share:

5 dicembre 2011

Ciammella alla Ricotta


E ieri, un'altra domenica trascorsa in cucina tra fornelli, dolci e zucchero a velo e tra i profumi dei ricettari che pagina dopo pagina mi invogliano a preparare qualsiasi cosa. 
Solo che di domenica, la tentazione è forte e non posso che non riprendere tra le mani il mio prezioso volume dedicato al patrimonio culinario della regione Marche. 
Ferma a pagina 120, scopro la CIAMMELLA ovvero un dolce antico del territorio maceratese. Il suo impasto è morbido ed è cotto all'interno di uno stampo che lo sostiene e che possiede il buco centrale così da favorire la cottura. Un tempo questo impasto veniva cotto in uno stampo di rame in mezzo al quale si usava porre una tazza o un bicchiere rovesciati per formare appunto il suo tipico buco. 
Scorro le pagine e a pagina 124, scopro la CIAMMELLA ALLA RICOTTA: buonissima solo a vedere la foto. 

INGREDIENTI
3 uova a temperatura ambiente
20 g di burro morbido
250 g di zucchero
250 g di ricotta
250 g di farina
1 cartina
1 bustina di vanillina
stampo con il buco centrale (ovviamente)

Battere a lungo, con la frusta elettrica, le uova con lo zucchero. Aggiungere il burro a pezzetti e la ricotta e continuare ad amalgamare insieme e ancora profumare con la vanillina. Mescolare la cartina alla farina e poi setacciarle aggiungendole all'impasto sopra ottenuto. Amalgamare gli ingredienti tutti insieme e versare il composto in uno stampo da ciambella ben imburrato e infarinato.
Infornare a 180° per 40 minuti. Appena pronto sfornare e servire spolverato di zucchero a velo.

Non vi nascondo che già oggi ne è rimasta una sola fetta!!!


Share:

13 novembre 2011

Filoni di Mosto

In altri tempi, il rito della preparazione di alcuni dolci si rinnovava, oltre che in occasione delle festività religiose, anche alla scadenza di attività legate alla stagione e prevedeva l'utilizzo di prodotti appena raccolti. Di conseguenza, nei giorni caldi, le donne di casa erano impegnate nella preparazione delle marmellate con i frutti di stagione, a partire dal mese di giugno con le visciole per passare alle albicocche e alle pesche nel pieno della stagione calda. 
Con l'inizio del periodo autunnale e i lavori più faticosi nelle campagne, farina di granturco appena macinata o mosto fresco appena fermentato, diventavano gli ingredienti principali per la preparazione dei dolci

La tipicità di uno di questi dolci è rimasta cara al mio palato che dopo averne assaporato il primo morso ne è rimasto conquistato, vi racconto la ricetta lunghissima dei FILONI DI MOSTO.

Questi dolci vengono ancora oggi preparati nel periodo della vendemmia quando si ha disposizione il mosto che viene utilizzato fresco di giornata, prima che inizia il processo di fermentazione. 
I filoni di mosto, un tempo, erano poco più che un pane, addolcito dal mosto e profumato dai semi di anice. Si utilizzava la massa del pane che veniva settimanalmente preparato in casa e poi si aggiungevano gli ingredienti che si avevano a disposizione sempre in casa. La ricetta dei giorni nostri prevede l'aggiunta delle uova che arricchiscono il gusto dei filoni dal sapore contadino. 




"Ho ancora vivo il ricordo di quando mia nonna preparava i filoni di mosto: sulla lastra grande, usata anche per il pane, venivano allineati questi rotoloni arrotondati alle estremità e divisi uno dall'altro da una piega dello sparrone che li ricopriva durante la lievitazione. Poi arrivava il momento in cui la nonna mandava noi ragazzini al forno ad avvertire che i filoni erano pronti e allora arrivava il garzone del fornaio che si portava via la lastra tenendola alta sopra la testa, a me sembrava una sorta di trofeo che mia nonna, con mille raccomandazioni, aveva affidato alle sue mani." 


Genuine tradizioni che ancora vivono con il tempo e che i giovani marchigiani custodiscono come tesori senza dimenticare le origini che le loro nonne con cura gli hanno raccontato. 

L'incontro con la terra marchigiana mi regala sapori sinceri che con affetto ho voglia di condividere. 

INGREDIENTI dosi per tre filoni piuttosto grandi
4 uova temperatura ambiente
330 ml di mostro fresco
110 ml di olio di semi di girasole
200 g di zucchero
40 g di lievito di birra
900 g di farina
semi di anice

Scaldare leggermente 250 g di mosto (tenendo da parte i restanti 80 g della dose totale), trasferirli in una ciotola e aggiungere 25 g di zucchero (prelevati dalla quantità totale) e tutto il lievito di birra. Mescolare bene e far scendere a pioggia, da un setaccio, 380 g di farina (anche questi presi dalla dose totale). Amalgamare tutti gli ingredienti, fare un panetto, inciderlo a croce sulla sommità e lasciarlo lievitare per circa un'ora coperto da uno sparrone umido  in un luogo tiepido. 
Nel frattempo , intiepidire il restante mosto e versare poco alla volta la rimanenza di zucchero così che in parte si sciolga. 
Disporre a fontana la farina rimasta. Rompere la centro 3 uova , versare il mosto con lo zucchero e versare sopra a filo l'olio. Iniziare a lavorare insieme gli ingredienti, quando cominceranno ad amalgamarsi, aggiungere l'altro panetto lievitato e tagliato a pezzetti e per ultimo i semi di anice che regalano ai filoni di mosto un sapore caratteristico. Smenare la massa con le mani a lungo e con molta forza fino a che non diventa morbida, liscia ed elastica. Una volta pronta trasferire la massa in una ciotola infarinata, inciderla a croce e lasciarla lievitare di nuovo. Quando,ancora una volta, la massa sarà ben gonfia, portarla su piano di lavoro e dividerla in tre filoni stretti e lunghi, leggermente appuntiti alle estremità. Trasferire i filoni su una lastra ben imburrata o ricoperta di carta da forno. Coprire i filoni con uno sparrone facendo entrare una piega della stoffa tra un filone e l'altro. Mettere la lastra in un luogo tiepido  e lasciare lievitare per circa due ore o perlomeno fino a quando i filoni non saranno cresciuti il doppio. 
Per ultimo spennellare i filoni con un uovo leggermente sbattuto, infornare a 170° per 35 minuti circa. Saranno pronti quando la superficie sarà imbrunita. 
Per mantenere la freschezza, richiudere i filoni in un sacchetto di plastica.

Una lavorazione indubbiamente lunga, ma il sapore di buono restituirà le energie impegnate. 

Buona domenica
Share:

30 ottobre 2011

Maritozzi

Puntuale un'altra domenica di autunno a farci compagnia. I raggi deboli del sole a svegliarci sotto un cielo terso e a ricordarci che oggi si dorme un'ora in più!!! 

Con un'ora in più che si può fare??? E' domenica....si fa un dolce!!! 

Dal mio prezioso libro di ricette della tradizione maceratese, qualche tempo fa avevo segnato una ghiotta merenda da provare a rifare: i MARITOZZI

I maritozzi, così chiamati perché durante la lievitazione tendono ad attaccarsi  l'uno all'altro tanto da sembrare "maritati" (nel maceratese), sono dolci molto comuni e di uso quotidiano. Oggi sono gustati a colazione, inzuppati nel latte e caffè e costituiscono la più tradizionale merenda dei bambini, seppure con la concessione di essere arricchiti con un'abbondante farcitura di Nutella e, perché no anche un po' di mascarpone: GHIOTTONERIA!!! 
In altri tempi, in campagna, i maritozzi costituivano il boccone dolce, alla fine dei numerosi pasti che le donne di casa preparavano per i contadini, durante i grandi lavori estivi, oppure venivano offerti dalla vergara* ai parenti più stretti che andavano in visita, in occasione di uno sposalizio in famiglia.
Oramai quasi più nessuno si cimenta nel farli in casa, vengono esclusivamente acquistati nel forno o in pasticceria, ma un tempo, venivano preparati quando in ogni famiglia, si faceva il pane, più o meno con scadenza settimanale. 
La loro ricetta originale prevede l'utilizzo della pasta di pane lievitata e poi arricchita con un po' di zucchero e di uvetta, senza l'aggiunta delle uova, tanto che i maritozzi potevano essere mangiati anche in periodi di Quaresima. Nel corso del tempo, la ricetta ha subito delle trasformazioni, dovute al fatto che il pane non veniva più fatto in casa, ma acquistato dal fornaio, di conseguenza, anche la pasta lievitata è scomparsa dalle madie e, nella ricetta dei maritozzi, così come in altre ricette tradizionali, è stata sostituita da lievito di birra. Inoltre, entrati in un'epoca di maggior benessere, sono state aggiunte le uova che danno più sapore e leggerezza all'impasto dei maritozzi.


INGREDIENTI
dose per 10-12 maritozzi

2 uova a temperatura ambiente
130 g di zucchero
100 ml di latte tiepido
100 ml di olio di semi di girasole
65 g di lievito di birra
500 g di farina 00

per la glassa
1 chiara
150 g  di zucchero

Sciogliere il lievito di birra nel latte leggermente tiepido. In una ciotola, rompere le uova e lo zucchero e battere insieme per qualche minuto. Unire il latte con il lievito sciolto, l'olio e circa i 3/4 della quantità totale della farina. La farina rimasta andrà gradatamente sparsa sulla spianatoia, dove bisognerà trasferire l'impasto per essere agevolmente smenato*, facendo in modo che non si attacchi alle mani e alla tavola. Lavorare a lungo la massa fino a che non risulterà elastica e liscia. Trasferire la massa ottenuta in una ciotola infarinata, fare un'incisione a croce sulla sommità, coprire con uno sparrone* umido e lasciare lievitare in un luogo tiepido. Trascorso il tempo necessario, riprendere la massa e lavorarla di nuovo per qualche minuto. Dividere la massa in 10-12 pezzi e preparare dei panetti a forma di maritozzo, più tozzo al centro e affusolato nelle estremità. Disporre i panetti su una placca da forno coperta di carta da forno, coprire di nuovo e lasciare lievitare per un seconda volta. Trasferire la lastra in forno preriscaldato a 180° per 25 minuti, fino a che non saranno quasi scuri. Togliere i maritozzi dal forno, spennellare con la glassa e rimettere in forno per un paio di minuti così  che la glassa si asciughi e formi un crosticina chiara. 


Nonostante l'impegno, l'entusiasmo e un'ora in più, i miei maritozzi non hanno la forma di maritozzi. E' stato difficile da accettare ma dopo il primo morso, la delusione si è trasformata immediatamente in felicità ;-)



*vergara: la moglie del capofamiglia nelle famiglie contadine delle Marche
*smenare: impastare con le mani la pasta
*sparrone: canovaccio
Share:

18 ottobre 2011

Ricetta bianco e nero: Crostata di Ricotta

E così che mi ritrovo ogni tanto a preparare quello che considero un CULT fra i dolci: la CROSTATA DI RICOTTA!!! 
La consistenza di questa crostata dona ad ogni morso una sensazione immensa di bontà, credetemi faccio fatica a mangiarne solo una fetta!!! 
E dopo svariati tentativi riusciti più o meno male, questa volta sono così contenta per il risultato quasi perfetto che ho ottenuto. Un grazie speciale a chi mi ha consigliato di non sottovalutare l'aspetto "diametro dello stampo"!!! ;-)

INGREDIENTI

per la frolla
300 g di farina 00
100 g di burro
2 uova
150 g di zucchero
buccia grattugiata di mezzo limone
1 bustina di lievito

per il ripieno
150 g di zucchero
500 g di ricotta
2 tuorli
70 g di cioccolata al latte
vanillina


Preparare la frolla disponendo gli ingredienti a fontana. Appena pronta, avvolgere il panetto nella pellicola e mettere in frigorifero per la durata di preparazione del ripieno. 
Con l'ausilio della frusta elettrica, sbattere insieme i tuorli, lo zucchero e la ricotta. Appena ottenuto un impasto morbido e omogeneo, aggiungere la tavoletta di cioccolato a pezzi e la busta di vanillina. Amalgamato il composto, riporre in frigorifero e lasciarlo per la durata di stesura frolla. Stendere in uno stampo a cerniera di circa 27 cm, curando il bordo che deve essere minimo due dita di altezza. Riempire con  la crema di ricotta, decorare con le strisce e infornare a 180° per 45 minuti. 



Una crostata ideale per un pomeriggio autunnale, durante una scampagnata fra amici o per una prima colazione invernale!!!
Share:

9 ottobre 2011

Torta alla crema d'Arancia


Ancora arance a riempire la giornata. Tra una lettura e l'altra, mi soffermo sul vol. 8 della collana "I grandi libri degli ingredienti", ogni pagina una curiosità aromatizzata agli agrumi. 
Resto catturata dalla ricetta della TORTA ALLA CREMA D'ARANCIA che a vederla dalla foto ha un super aspetto soffice e cremoso. Il mio risultato è stato un pò meno..come dire...."alto"!!! 

INGREDIENTI per 6 persone

150 g di farina bianca 00
150 g di zucchero
100 g di burro
50 g di fecola
3 uova
1 bicchiere di latte
1 bustina di lievito

per la crema
3 cucchiai di farina bianca 00
3 arance
4 cucchiai di zucchero
50 g di burro


Sbattere i tuorli con lo zucchero, aggiungere il burro ammorbidito, il latte, la buccia grattugiata delle arance e la fecola di patate.
Montare a neve ferma gli albumi e unirli al composto, incorporando a pioggia la farina; mescolare il tutto delicatamente e per ultimo aggiungere il lievito. 
Versare il composto in uno stampo a cerniera leggermente imburrato e infornare a 180° per circa 40 minuti. 


Preparare la crema all'arancia versando in un pentolino, posto su fuoco bassissimo, la farina, lo zucchero, il burro e il succo delle 3 arance. Cuocere per 5 minuti mescolando continuamente così da evitare la formazione di grumi. Togliere dal fuoco e la sciare riposare.


Quando la torta sarà cotta, lasciare raffreddare quindi tagliarla a metà in senso longitudinale. Spalmare sulla base la crema, coprire con l'altra metà e spolverizzare zucchero a velo. 


Share:

8 ottobre 2011

Crostata di marmellata d'arance

Arriva l'autunno accompagnato da una giornata di sole tiepido e cielo terso, le arance bionde iniziano ad essere colte dagli alberi rigogliosi e verdi così da arrivare presto sulle nostre tavole per assicurarci la giusta dose di vitamina C, alleata magica per allontanare le influenze dei primi freddi. 

E così....ancora dolci al sapore di arance a riempire le nostre colazioni o a sfiziare le nostre merende mentre il sole tiepido d'autunno tramonta velocemente. 

INGREDIENTI PASTA FROLLA
300 g di farina 00
125 g di zucchero
140 g di burro 
2 tuorli
1 uovo intero
1 cucchiaino di lievito per dolci 

Preparare la frolla disponendo gli ingredienti a fontana. Appena pronta, avvolgere, il panetto di frolla, con pellicola trasparente e lasciare riposare una mezz'ora in frigorifero. Stendere la frolla, farcire e infornare a 180° per 35 minuti. 

Buon week end d'autunno.


Share:

5 ottobre 2011

Ricetta bianco e nero: Crostata di Limone

Rigogliosi alberi sempre verdi, fiori splendidi e profumatissimi, frutti buoni per il palato  per la salute, è facile capire perché gli agrumi siano tra le piante più amate e diffuse al mondo. Da Oriente a Occidente, gli alberi di agrumi sono coltivati ovunque. 
La loro storia si perde nella notte dei tempi fra miti e racconti.
Alle nostre tavole regalano vivacità e profumi e ai nostri dolci piacevoli aromi. 

Dal Dolce Mondo di Sara, qualche giorno fa è stata sfornata una gustosissima Crostata al profumo di agrumi, esattamente al profumo di limoni di Amalfi tipici per la loro buccia molto spessa e aromatica. 
Ho seguito la ricetta postata da Sara senza modificare una virgola e il risultato è stato delizioso e profumato come da lei descritto. 

INGREDIENTI

per la frolla
300 g di farina 00
125 g di zucchero
140 g di burro
2 tuorli
1 uovo intero
buccia grattugiata di 1 limone
1 cucchiaino di lievito per dolci

per la crema
250 g di latte intero (ops dimenticavo qui la virgola l'ho cambiata, ho utilizzato il parzialmente scremato)
100 ml di succo di limone spremuto
la buccia grattugiata di 1 limone
100 g di zucchero
25 g di farina 00



Preparare la frolla come da tradizione, avvolgerla in una pellicola e lasciarla in frigorifero per 30 minuti. Iniziare a preparare la crema, riscaldando il latte in un pentolino. A parte sbattere i tuorli con lo zucchero e la buccia grattugiata di limone. Unire il latte tiepido, mettere su fuoco e aggiungere un po' alla volta il succo di limone. Mescolare fino ad addensare la crema e lasciarla raffreddare. Stendere la frolla in uno stampo da crostata e fare dei fori sul fondo. Versare la crema di limone e decorare a piacere con la frolla avanzata. Infornare a 180° per 35 minuti. 




Deliziosa, buona, sorprendente per la crema morbida che avvolge il palato...e se mangiata qualche giorno dopo....ancora più buona!!! 
Share:

9 settembre 2011

Pappardelle e verdure della bella stagione

Quello che mi piace di più della bella stagione???  Dopo il sole che bacia il mare, di sicuro le verdure che la natura ci offre. Zucchine, peperoni e melanzane....protagonisti indiscussi delle nostre tavole. I loro intensi colori a riempire momenti gioviali come quello del pranzo o della cena. 
I loro profumi così diversi ci lasciano viaggiare con la mente e quando la stagione fredda man mano farà riposare questi splendidi ortaggi, la nostra mente ricorderà momenti vissuti legandoli a un sapore o a un colore diverso....a una zucchina, a un peperone, a una melanzana!!!

Per gustare la loro carica esplosiva di energia e nutrimento, ieri PAPPARDELLE E VERDURE DELLA BELLA STAGIONE
Nel mio frigo, in questo periodo, le verdure della bella stagione non mancano mai. Le cucino nei modi più svariati e se le  chiedo alla mamma, le chiedo di prepararle sott'olio: sono deliziose!!! 
Spesso le adoro cucinare tutte insieme, taglio a tocchetti zucchine, melanzane e peperoni. In una padella WOK lascio scaldare un filo d'olio con un ricciolo di cipolla e peperoncino. Appena caldo l'olio, unisco le verdure e le lascio cuocere a fuoco molto lento. Quando il loro colore sarà bello "abbronzato" spengo il fuoco: sono pronte!!!
Con una buona quantità di verdure della bella stagione cotte, la mente da spazio alle idee più sfiziose: dai primi piatti, ai condimenti, alle polpette di verdure piuttosto che le salse di verdure. 
Insomma questa bella stagione fa proprio bene ad anima, corpo e PALATO. 


E tanto per continuare a godere di questi ultimi giorni estivi, vi lascio per un mini fine settimana di sole!!!
Share:

4 settembre 2011

Ricetta bianco e nero: Torta di Mandorle

Domani si ricomincia la settimana e nel caso particolare girerò pagina iniziando una nuova attività. Scelta assolutamente voluta che in aziende grandi, come quella per la quale lavoro, cambiare e rinnovarsi fa proprio bene! A parte la distanza kilometrica che mi separa dall'ufficio, sto vivendo un momento molto bello. Raggiungere la mattina l'ufficio sapendo di trovare persone gradevoli con le quali condividere momenti con lo stesso entusiasmo e sapore, dona alla giornata lavorativa un'energia in più!!! 

E per giocare di anticipo con l'energia, oggi pomeriggio, aspettando una pioggia che solo ora sembra voler regalare qualche goccia, rispolvero un ricettina di qualche tempo fa rivisitando qualche ingrediente. 

Semplicemente, Torta di Mandorle e per l'entusiasmo con cui l'ho preparata decido di regalare uno scatto bianco e nero che tanto mi fanno sognare. 


INGREDIENTI 

300 g di zucchero
3 uova
250 g di ricotta (confezionata va benissimo)
250 g di farina 00
50 g di fecola di patate
1 bustina di lievito
100 g di burro  fuso
1/2 bicchiere di latte
1 fialetta di mandorla
3 pugni di mandorle tritate grossolanamente

Con l'ausilio di una frusta, mescolare insieme zucchero e uova. Aggiungere la ricotta e continuare con la frusta fino a raggiungere un impasto cremoso. Unire farina, fecola e lievito fino ad ottenere un impasto un pò più solido rispetto al precedente. Aggiungere il burro e il latte, per ultimo unire la fialetta di mandorla e  le mandorle e amalgamare insieme tutti gli ingredienti.
In uno stampo (io lo preferisco a cerniera) versare l'impasto e infornare a 170° per 45 minuti. 

Domani di sicuro l'energia non mancherà, vi bacio tutti.
Share:

31 agosto 2011

Riso bianco, philadelphia e spezie di Civitanova Marche

Oggi ultimo giorno di questo caldo agosto. Nell'aria già nostalgia di estate, un'estate troppo breve e senza neppure dedicare qualche giorno al mare sembra ancora un'estate più breve. 

A viaggiare insieme alle nostre menti verso mete lontane, un piatto semplice e profumato che ricorda l'intensità di un momento vissuto in questo mese appena trascorso. 

Riso bianco, philadelphia e spezie di Civitanova Marche. 

Prima di salutare la terra marchigiana, Chiara ci fa dono, magicamente, di tre coloratissimi contenitori di spezie aromatiche e non solo. Il rosso del peperoncino sembra appena schizzato da un tubetto di colore a tempera mentre il profumo dell'origano rievoca momenti felici trascorsi correndo nell'orto della nonna. 
Unendo le spezie e un cucchiaio di philadelphia durante la cottura del riso (che non deve essere scotto), il risultato sarà quello di un piatto ricco di sapori, semplice e facile da preparare. 
A scelta, dopo la cottura, aggiungere un altro cucchiaio di philadelpia...una cremina deliziosa vi farà leccare i baffi e il piatto!!!

Share:

21 agosto 2011

Civitanova Marche...."quando i sogni diventano realtà".

Finalmente Civitanova Marche. Una partenza senza troppi preparativi, di quelle partenze che le senti nascere nel cuore, di quelle partenze che vorresti riempissero spesso la vita. 
Per un giorno il tempo si è fermato, gli sguardi si sono incrociati, le parole incontrate e gli abbracci scaldato gli affetti...e la magia ha fatto il suo dovere. 

faro di Civitanova Marche


Ad accoglierci dopo 300 km, i nostri compagni di sogno: Chiara e Samuele. La loro splendida genuinità ci ha portato a conoscere in meno di ventiquattro ore, alcuni dei posti della ricca e generosa terra marchigiana. Dalle vallate ai piccoli borghi, dal pezzo di costiera adriatica al profumo del rum...tutto aveva una sapore buono.


Civitanova Alta


La luna di Civitanova Alta, ad illuminare la nostra lunga nottata che ha preso ancora più calore nel paradiso immerso nella campagna dei nostri amici. Rum e profumo di Cohiba, i protagonisti indiscussi di un momento magico che nel mentre scorreva non sembrava possibile che così tanta magia fosse intorno a noi. 




Ancora sguardi, ancora sorrisi, ancora abbracci, ancora parole e silenzi, ancora sogni...tutto rimarrà per sempre scritto nel cuore di NOI. 
Grazie amici....

"porto dentro quei sorrisi, le parole, gli sguardi, i visi. E qualcuno ancora si stupisce del fuoco sacro che ci unisce, scosse forti all'anima che nessuno scorderà più"
Negrita
Share:

13 giugno 2011

Blueberry Cake

Dalla bottega svedese, un delizioso sciroppo al gusto di frutti neri...quelli che fanno tanto bene alla circolazione. Una bevanda sfiziosa e rinfrescante ma anche un ingrediente prezioso per una torta soffice e profumata da gustare a colazione.

Un saluto a tutti le mie compagne di blog...torno presto!!!


INGREDIENTI
3 uova
300 g di zucchero
125 g di ricotta
250 g di farina 00
1 bustina di lievito
50 g di fecola di patate
100 g di burro fuso
mezzo bicchiere di latte
Sciroppo  Blueberry dalla Bottega Svedese IKEA

Sbattere insieme (meglio se con una frusta elettrica) uova e zucchero. Aggiungere la ricotta e continuare a mischiare fino ad ottenere un composto cremoso. Unire la farina, la fecola e il lievito ed amalgamare insieme. Aggiungere il burro fuso e subito dopo il latte freddo. A gusto aggiungere lo sciroppo nell'impasto e sopra, dopo averlo versato nello stampo (meglio se a cerniera). Infornare a 170° per 45 minuti. 

Per una colazione energica e rassicurante....
Share:

29 maggio 2011

Cheese Cake bianconero

"Grandi idee piccoli budget" così suggerisce la raccolta di 6 preziosissimi volumi delle Cucina di City. Tanti dolci golosi e sfiziosi per ogni occasione e ogni palato. 

Io c'ho riprovato con la Cheese Cake bianconero: nuova ricetta per un risultato davvero soddisfacente. 

INGREDIENTI 
500 g di biscotti frollini (alla panna)
600 g di ricotta di pecora 
150 g di zucchero 
1 limone
4 uova
80 g di cacao in polvere
100 g di burro


Sbriciolare i biscotti e amalgamarli con il burro fuso. Stendere la base di biscotti sul fondo di uno stampo meglio se a cerniera. Ricoprire il fondo con carta da forno. 
Sbattere con frusta le uova insieme allo zucchero, aggiungere la ricotta e lavorare fino ad ottenere una consistenza morbida. 
Versare metà del composto in una ciotola e amalgamare insieme il cacao. 
Unire il succo di limone nel composto bianco e versarlo sopra la base di biscotti. Pareggiare con una spatola e versare sopra il composto di cioccolato.
Cuocere in forno a 180° per 30 minuti. Servire il cheese cake freddo, decorando con panna montata e frutta candita (come suggerisce la ricetta).

Buona Domenica di Sole!!!

Share:

1 maggio 2011

Torta di Carote

Ritorno di fiamma per festeggiare la giornata dedicata a tutti i lavoratori!!!

La deliziosissima torta arancione al gusto di carota e mandorle soddisfa sempre quella voglia di qualcosa di buono. 

INGREDIENTI
250 g di carote
130 g di zucchero di canna
4 uova
100 g di mandorle
50 g di nocciole
100 g di frumina (o fecola)
50 g di farina integrale
1 bustina di lievito
goccia d'arancia


Sbattere i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Tritare le carote, tritare le mandorle e le nocciole e unire tutto insieme al composto di zucchero. Aggiungere 5 gocce d' arancia, la frumina setacciata con il lievito e per ultimo la farina integrale. Montare gli albumi a neve ben ferma e unire al resto dell'impasto. Amalgamare bene e versare in uno stampo imburrato quanto basta. Infornare a 180 gradi per max 50 minuti.

Teneramente buona e ringrazio sempre la Marzia per la ricetta originale!!!
Share:

19 aprile 2011

Alla romana o alla giudia: il carciofo parla romano


Con il sole tiepido che bacia la pelle, tanta voglia di passeggiate fra i vicoli della città eterna. E oltre ai turisti, che in questo periodo invadono la città con il loro entusiasmo e ammirazione, gli altri  protagonisti indiscussi di questo periodo sono i mazzi di carciofi ad aspettarti fuori dalle trattorie tipiche di Roma.

I carciofi di Roma meritano sicuramente un viaggio intorno alle tavole del centro Italia.  Detti anche mamme, mammole o cimaroli, i carciofi romaneschi sono una produzione di eccellenza del Lazio e rientrano nei ricettari regionali con due piatti diventati simbolo della cucina romana: i carciofi alla giudia e i carciofi alla romana. 
Il carciofo romanesco è facile da riconoscere sul mercato: è più grosso delle principali varietà in commercio, presenta una tipica forma tonda, ha un gambo grosso  dritto, mostra brattee (impropriamente chiamate foglie) di colore verde tendente al violetto e, soprattutto si riconosce per l'assenza di spine. Generalmente il prodotto arriva sui mercati già alla fine di febbraio.

I carciofi alla giudia sono una ricetta di origine ebraica adottata dalla cucina romana fino a diventarne un simbolo. Dopo aver pulito i carciofi, occorre schiacciarli con una lieve pressione del palmo della mano affinchè si allarghino e si aprano come un fiore. In una pentola dai bordi alti si fa scaldare abbondantemente olio di oliva (che copra i cimaroli a metà) in cui si immergono i carciofi ritti, precedentemente cosparsi di sale e pepe. Occorre prestare attenzione alla temperatura dell'olio che dovrà essere caldo ma non bollente, affinchè l'interno risulti tenero senza che la parte esterna venga abbrustolita. Per rendere le punte croccanti e dorate, dopo circa dieci minuti di cottura in questa posizione, si alza il fuoco e si girano i carciofi dalla parte opposta per altrettanti minuti. I carciofi alla giudia vanno serviti ancora bollenti.



Una variante è rappresentata dai carciofi alla romana, un piatto che condivide alcune fasi di lavoro con la ricetta ebraica, per poi scostarsi nell'uso delle fonti di calore e nell'aggiunta di ingredienti che i carciofi alla giudia non conoscono. 
Dopo avere pulito le mammole all'interno, privandole della peluria dura detta "barba" o "fieno", vanno prima rosolate lievemente nell'olio e poi riempite con una fettina d'aglio e un trito di mentuccia. prezzemolo, sale e pepe. Dopo la farcitura occorre capovolgere con cautela in un tegame in cui si versa l?olio, fino alla metà scarsa dei carciofi, e acqua, che li sommergerà completamente. Il tutto ca cotto a fuoco moderato o in forno per circa un'ora a 170°. 
I carciofi alla romana, che possono essere serviti sia caldi che freddi, rimangono facilmente impressi nella memoria e al palato per il sapore leggermente acidulo, lasciato dal limone che ne ha preservato il colore originale durante la pulitura e, senza dubbio, per il ripieno di erbe e agli che conferiscono al piatto un gusto incofondibile.

carciofi alla romana

Un viaggio di sapori al quale è difficile rinunciare passeggiando fra i vicoli della città eterna.
Share:
Template by pipdig